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Cosa è un prodigo?

Sommario

Cosa è un prodigo?

Cosa è un prodigo?

m. -ghi). – 1. Che spende o dona senza misura , con prodigalità eccessiva: un uomo p.; sei troppo p.

Cosa significa prodigandosi?

– 1. Spendere o donare con molta larghezza o senza misura : ha prodigato tutte le sue ricchezze ai poveri; prodiga sconsideratamente i suoi averi. 2. In senso estens. o fig., e più com., distribuire, dispensare, dare con liberalità (con riferimento a cose diverse dal denaro): p.

Quale è il contrario di prodigo?

CONTR avaro, avido, spilorcio, tirchio, taccagno.

Qual è il plurale di prodigo?

Vedi anche: Coniugazione di prodigare. Prodigo è un aggettivo qualificativo. Forme per genere e per numero: prodiga (femminile singolare); prodighi (maschile plurale); prodighe (femminile plurale). »» Sinonimi e contrari di prodigo (dissipatore, spendaccione, scialacquatore, dilapidatore, ...)

Come vengono puniti gli avari ei prodighi?

In If VII avari e prodighi sono sottoposti alla pena di percorrere, distinti in due schiere, un semicerchio spingendo pesi (forse dei massi) col petto; quando si scontrano, si ingiuriano rinfacciandosi a vicenda la loro colpa col grido Perché tieni? ... e Perché burli? (v.

Cosa vuol dire mesta?

pass. di maerēre "essere afflitto"]. - 1. [che prova o denota mestizia: sguardo mesto] ≈ abbattuto, accorato, afflitto, amareggiato, avvilito, desolato, infelice, malinconico, (poet.)

Chi è il prodigo in diritto?

Veniva così definito, in diritto romano, il soggetto affetto da prodigalità. Il (—) non era, comunque, un qualsiasi dilapidatore ma colui che, avendo ereditato ab intestato i “bona paterna avitaque”, li amministrasse in modo sconsiderato con grave danno per la propria “familia” [vedi].

Quale il contrario di alacre?

↔ abulico, (lett.) accidioso, apatico, (lett.) ignavo, indolente, inerte, neghittoso, ozioso, pigro, poltrone, svogliato.

Chi è il prodigo diritto?

Che cosa significa "Prodigalità"? Presupposto dell'inabilitazione che consiste nell'abitudine allo sperpero del denaro, per incapacità di apprezzarne il valore, per leggerezza o per ostentazione, con conseguenti gravi pregiudizi economici sia per l'inabilitando che per la sua famiglia.

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